Racconti Erotici
Questa è la nuova sezione dedicata ai racconti erotici, nata dalla gentile collaborazione con il blog Raccontando Eros

Se anche voi volete condividere le vostre fantasie e le vostre avventure, potete farlo, inviando il vostro racconto a raccontando_eros@yahoo.it o alla nostra mail info@annuncierotici.biz
Ecco il primo racconto di questa rubrica:
Chat e vicinanza
Era un qualcosa di altamente incredibile, questo pensavo quando entravo in chat.
Non era possibile, o comunque improbabile, diciamo altamente improbabile trovare una persona che mi conoscesse, la rete era grande, immensa, sconfinata, io ero un qualcosa di piccolissimo rispetto ad essa e a quanti “giocavano” all’interno di essa, credevo di aver preso tutte le precauzioni possibili, la foto dell’annuncio anonima, selezionavo gli indirizzi cercando di scegliere indirizzi non lontanissimi, e per questo facilmente raggiungibili, ma comunque non della mia zona, davo un nome falso, mi ero creato una vita diversa dalla mia.
Ero in una botte di ferro, cosi pensavo ma cosi non era.
Fu di domenica mattina, una domenica mattina di fine primavera o di inizio estate, ero in chat, avevo mandato una mail in risposta ad un’annuncio visto su un sito erotico, e qualche giorno prima ero stato inserito negli “amici di chat” dalla persona contattata.
Facendo mente locale, riuscì a capir chi fosse, era infatti il nick di una donna che mi aveva attirato per il suo pseudonimo e per il suo profilo, si chiamava infatti “sottomessa32” e diceva di adorare tutto ciò che era sesso.
Avevo mandato la mail più per curiosità che per altro, anche perche nell’annuncio specificava che non ricercava singoli ma solo coppie o al limite singole bsx, era un profilo che a me povero singolo lasciava ben poche speranze ma chissà come mai, forse il mio intuito, mi attirò subito.
Ripensandoci, ancora tutt’oggi, non riesco a capire il perchè ma di quell’annuncio mi piaceva tutto, il testo era non molto lungo ma gia leggendolo si capiva il tipo di personalità della donna che lo aveva messo, le foto poi erano abbastanza “eloquenti” e anche se erano foto riferite ad una donna singola, lasciavano percepire quell’erotismo che coinvolge anche al livello mentale.
Qualunque fu la ragione quella domenica mattina iniziai a chattare con lei, ci presentammo e mi disse di chiamarsi Marzia, 32 anni, singola, all’inizio non ci fu un feeling particolare anzi lei stessa per più volte arrivo al punto di chiudere il contatto ma io testardo come al solito, riusci a intrigarla a tal punto di sapere che era della mia stessa provincia, e che aveva avuto avventure bsx e ne ricercava ancora, poi arrivò la domanda fatidica quella che ogni singolo in cerca di trasgressione si sente rivolgere, “mi mandi qualche foto o attivi la web??”.
Ci ero abituato e non prestai particolare attenzione a ciò, era successo altre volte e reputavo quantomeno normale, che una persona che cercava un’incontro il cui sfondo era quello sessuale volesse valutare la fisicità della persona con cui interloquiva.
Iniziai a mettere nella finestrella una foto intima si vedeva solo il mio cazzo e null’altro, ma come mi aspettavo subito Marzia mi chiese una foto in cui si vedesse il mio viso, non prestai neppure questa volta, attenzione particolare, era una richiesta scontata e la accontentai, avevo scelto una foto in cui mi si ritraeva con un’abbigliamento informale, jeans e maglietta, non è il mio modo di vestire e questo mi sembrava un altro modo per confondere le acque.
Neppure un microsecondo dopo la visione della mia foto Marzia iniziò un interrogatorio stile gestapo, volle sapere nuovamente dove abitavo quanti anni avevo il mio stato civile, se avevo o no bambini, questo fuoco di file di domande mi doveva quanto mai mettere sull’avviso ma io lessi male la situazione e lo scambiai per attrazione.
L’affermazione improvvisa della donna con cui chattavo invece mi buttò nell’angoscia più totale, repentinamente infatti sullo schermo apparve il messaggio “tu non sei cio che dici, io quello della foto lo conosco”. Rimasi inebito per qualche secondo, non ci credevo era un qualcosa reputato da me sino a quel momento impossibile, ma lei continuo “o tu non ti chiami Giuseppe o la foto che mi stai facendo vedere e’ rubata a qualcun’altro”
E ora???? Non mi restava che continuare a portare avanti la mia tesi e nel frattempo pensare a come risolvere la situazione, ero davanti a qualcuno che mi conosceva, sapeva chi ero e dove abitavo, sapeva tutto di me e quello che non sapeva (i miei gusti sessuali) era stato rivelato da me stesso qualche ora prima, durante le domande propedeutiche alla conoscenza virtuale.
Cosa dovevo fare?? Portai avanti ancora la mia storia che perdeva sempre piu’ di credibilità, lei invece acquistava piu sicurezza, mi fece il nome della mia consorte, dei miei figli, dei miei genitori stava dando prova di conoscermi e io invece brancolavo nel buio più assoluto.
Chi cazzo era?? La mia mente cercava di correre e trovare qualche indizio dove aggrapparmi, lei disse che era sposata, ripensai al testo dell’annuncio e in parte mi tranquillizzai, era un annuncio in cui era dichiarata la sua bisessualità e farlo per una donna sposata equivaleva ad una ricerca di riservatezza, se lei non si voleva sputtanare probabilmente non mi avrebbe sputtanato, cosi pensavo tentando di consolarmi ma c’era un piccolo particolare, lei sapeva chi ero io, io invece no.
Mi disse dopo un pò che era meglio lasciar perdere, lei si sarebbe dimenticata di me e tutto sarebbe stato un cattivo sogno, io invece risposi fermamente che non ci pensavo per niente, mi rendevo conto che stavo giocandomi tutto, stavo mettendo a repentaglio la mia vita da sposato, la mia reputazione sociale ma in quel momento non me ne fregava nulla volevo sapere chi era.
Marzia inizio a giocare con me mi confesso che ci vedevamo spesso, mi disse che era sicura di non piacermi perché non l’avevo mai guardata con uno sguardo particolare, stavo sudando e questo mi faceva capire che o ero troppo eccitato o avevo troppa paura, lasciai perdere i campanelli d’allarme che mi davano la comoda soluzione della fuga e continuai a pressarla per volere una foto, Marzia non ne voleva sapere prima essere sicura di chi fossi veramente.
Ci pensai su, l’ennesima merit mi fece prendere la decisione, capi infatti che ormai la mia figura civile era compromessa, tanto valeva riconoscerlo dinanzi alla persona che avevo dall’altra parte dello schermo e sperare che lei a sua volta si facesse riconosce, soppesati velocemente i pro e i contro scrissi alla fine “””hai ragione sono Sandro, adesso tocca a te rivelarmi chi sei?””””, lei mi fece qualche altra domanda e poi inizio a ……giocare come fa il gatto con il topo, mi disse che non aveva voglia di dirmelo, mi disse che sarebbe stato meglio cosi, non rispose alle mie richieste di mettere una foto dove si vedesse il viso, anzi fece una cosa che mi fece andare fuori di testa, cambio la foto nella finestrella e ne mise, a posto di una in cui si vedeva il corpo intero, una in cui in primo piano c’era la sua figa totalmente depilata, dovette capire pero che non era stata una mossa giusta, anche perché gli scrissi immediatamente “””se hai voglia di giocare con me, vattene a fan culo”””.
Non so cosa passo nella testa della donna, forse anche lei si accorse che stavo arrivando al limite di rottura, e allora si identificò, lo fece tranquillamente, con una naturalezza che se possibile mi sconvolse ancor di più, scrisse infatti “”””sono Milena la mamma di Roberto, veniamo spesso nel tuo bar”””.
Rimasi di sasso, la conoscevo eccome, aveva ragione, venivano spesso nel locale che gestivo insieme a mia moglie, ci conoscevamo da anni, avevo visto suo figlio crescere, le avevo fatto innumerevoli caffè, abitava a venti mt. Da casa mia, e ora era a chattare con me, trovata su u un sito porno.
Rimasi in silenzio, ero in parte eccitato, in parte imbarazzato, in parte impaurito.
Persi qualche minuto pensando, avevo trovato, per sbaglio, una persona che conoscevo che abitava vicino a me e che si era fatta riconoscere per quello che era, cioe una femmina calda e senza inibizioni.
Avevo a disposizione la strada più facile per tradire mia moglie con una donna sposata e allo stesso tempo molto porca, ripercorsi mentalmente l’annuncio, parlava chiaro lasciava intendere una donna molto porca libera da tabu’ sessuali e con qui potersi divertire a dismisura.
Dovetti stare un pezzo a pensare, perché Milena mi scrisse, “””ci sei o sei fuggito?”, il mio laconico “””no sono qui”” la porto a scrivere “”””lo sapevo non ti piaccio e ti e’ dispiaciuto riconoscermi”””, questa frase fu come una sferzata per me, immediatamente risposi “””non e’ vero che non mi piaci, anzi mi intrighi moltissimo, pensavo solamente se vuoi diventare la mia…..amante””””, attesi trepidante la sua risposta e quando sullo schermo comparve semplicemente un “””si””” la mia eccitazione raggiunse il culmine.
Fu l’inizio di una bella storia.
Per tre giorni ci limitammo a sentirci in chat o al telefono, ma nel frattempo l’eccitazione saliva, avevo la testa ad altro e questo mi succedeva per buona parte della giornata, pensavo ad una donna incontrata per caso, che conoscevo da sempre e che da li a poco sarebbe diventata la mia amante e la mia schiava.
Il giovedì non ce la feci più, avevo troppa voglia e soprattutto volevo vedere se saremmo stati capaci di finalizzare un’incontro virtuale per farlo diventare reale.
Sfruttando la giornata di liberta della barista che lavorava nel mio bar e sapendo che la sostituta non aveva mai visto Milena le feci per chat una proposta…..
Vieni a prendere un caffe…..ma senza reggiseno……chiedi di andare in bagno…….mi troverai li……voglio assaggiare la tua lingua……e voglio la tua bocca.
credevo che fosse una proposta troppo spinta anche per una persona che si reputava altamente libertina, mi aspettavo infatti un deciso no, invece…….
“”si padrone, tra dieci minuti sono da te”””
rimasi per l’ennesima volta ammutolito, lei invece mi saluto e stacco la connessione.
Il tempo sembrava essersi fermato, io ero nel deposito, adiacente al bagno, spiavo tramite il televisore a circuito chiuso tutti clienti che entravano e non stavo piu nella pelle.
La vidi entrare, si avvicino al bancone , senti la sua voce ordinare un caffe, mi soffermai a guardarla, era vestita con un giubbottino jeans che le fasciava le tette, e un jeans aderente, la vidi sorbire l’ambrato liquido, si avvicino alla cassa, pago il caffè e alla barista chiese…. di andare in bagno.
Mi alzai e l’attesi sulla porta, gli feci segno di stare in silenzio, mi avvicinai e in un attimo la baciai la mia mano corse la giubbotto, gli dissi di scendere la cerniera e le serrai le tette con un’eccitazione che saliva dalla pancia, strinsi il suo stupendo seno mi inginocchiai baciai le sue tette, mi soffermai sul capezzolo, lo strinsi tra i denti con forza, lei mi guardava con gli occhi annebbiati dall’eccitazione, non un urlo usci dalla sua bocca, mi alzai e liberai il mi cazzo la spinsi giu, non protesto non disse nulla si inginocchio e inizio a pomparmelo, aveva una lingua meravigliosa, mi stava succhiando il cervello, i suoi occhi erano piantati nei miei. Erano passati pochi minuti ma mi sembrava che fosse un’eternità, mi preoccupavo che qualcuno ci vedesse, e a malincuore gli dissi di smettere, un altro fugace bacio appassionato e come se nulla fosse si alzo si abbottono e usci
La senti salutare, avevo la testa tra le nuvole, non credevo ancora a me stesso, quel giorno avevo trovato una donna, una amante, una porca, una schiava
Grazie Milena, grazie di esistere.
Sandro